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Il servizio afferisce alla UOC di Reumatologia, Dipartimento di Clinica e Terapia Medica, Azienda Policlinico Umberto I, Sapienza Università di Roma.
 
logo.gif LUPUS CLINIC ROMA SAPIENZA
AMBULATORIO DEDICATO ALLA DIAGNOSI E TERAPIA DEL LUPUS ERITEMATOSO
SISTEMICO E DELLA SINDROME DA ANTICORPI ANTIFOSFOLIPIDI
 
Benvenuti alla Lupus Clinic

La "Lupus Clinic" è un ambulatorio dedicato alla diagnosi e cura del Lupus Eritematoso Sistemico (LES) e della sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi (APS).

Il servizio afferisce alla UOC di Reumatologia, Dipartimento di Clinica e Terapia Medica, Azienda Policlinico Umberto I, Sapienza Università di Roma.

La Lupus Clinic si prefigge di migliorare la qualità della vita dei pazienti con LES e APS fornendo il più alto standard di assistenza clinica, garantendo un accesso facilitato alle cure ed ai servizi, e infine promuovendo corsi di educazione alla malattia per pazienti e loro familiari.

Per ottenere informazioni o richiedere un appuntamento è possibile chiamare il contact center al numero:

06/82076499


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11° congresso annuale della European League Against Rheumatism (EULAR)
  
Si è tenuto da poco a ROMA l’11° congresso annuale della European League Against Rheumatism (EULAR), la lega che riunisce tutte le società europee di reumatologia e le principali associazioni di malati impegnate nella diagnosi, cura e ricerca delle malattie reumatiche.
Il totale degli iscritti tra medici, ricercatori e pazienti, è stato di 15.489, provenienti da 118 paesi diversi, il più alto raggiunto da un congresso di Reumatologia. La delegazione italiana, composta da 1166 iscritti, è risultata seconda per numerosità dopo quella francese.
Oltre a rappresentare l’edizione del congresso con il più alto numero di partecipanti attesi, l'EULAR ha totalizzato anche il più alto numero di contributi scientifici da parte di ricercatori di tutta Europa (oltre 3.500). Il contributo scientifico italiano è risultato tra i primi in termini di abstract (i riassunti con cui vengono presentate le ricerche scientifiche) (dati SIR- Società Italiana di Reumatologia) Come ogni anno tre intere sessioni scientifiche sono state dedicate completamente alla trattazione del Lupus Eritematoso Sistemico (LES) e della sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi (APS). I temi affrontati hanno spaziato dalla patogenesi, alla cura e alla diagnosi precoce di queste patologie e delle malattie associate (osteoporosi, malattie cardiovascolari, diabete indotto da sterodi). La patogenesi del LES, ovvero la causa che ne determina la comparsa, resta tutt’oggi poco chiara. Si riconoscono tre principali fattori di rischio: la predisposizione genetica, i fattori ormonali e la presenza di un fattore scatenante non ancora precisamente identificato (ambientale, infettivo, chimico-farmacologico). Nell'ambito della predisposizione genetica, il professor TJ. Vyse (Londra) ha presentato all'EULAR alcuni studi sul gene OX40L, effettuati grazie a collaborazioni internazionali. Alcune varianti di questo gene determinano un aumento della produzione della proteina OX40L capace a sua volta di determinare un'iperattività del sistema immunitario simile a quella riscontrabile nei pazienti affetti da LES. I soggetti con tale variante genetica presenterebbero secondo questi studi un rischio aumentato di andare incontro alla malattia. Nuove evidenze suggeriscono l’importanza dell’impiego dell'idrossiclorochina (plaquenil) nella cura del LES. Questo farmaco si è dimostrato capace di ridurre i livelli di una molecola pro-infiammatoria, cioè capace di indurre infiammazione, coinvolta nella patogenesi del LES: l'interleuchina 18 (A. Abou- Raya, Alessandria d'Egitto). Le interleuchine sono molecole proteiche prodotte dalle cellule del sistema immunitario in risposta ad uno stimolo ed in grado di modificare il comportamento di altre cellule. Tra i principale strumenti diagnostici che abbiamo a disposizione per identificare e quantizzare il possibile coinvolgimento del rene nel LES troviamo sicuramente la biopsia renale. La biopsia sotto guida ecografica è oggi una procedura comune e sicura. La biopsia è una risorsa preziosa per poter scegliere la terapia farmacologica, mentre per valutare la risposta al trattamento si utilizzano prevalentemente i parametri clinici (proteinuria 24 h, cl creatinina, creatinina). Il gruppo argentino coordinato da dott Allievi A. (Buenos Aires) ha dimostrato come in molti casi una seconda biopsia dia informazioni più precise rispetto al solo monitoraggio clinico nella valutazione della risposta alla terapia. Si tratta di una comunicazione preliminare e studi più ampi sono necessari per rafforzare questa conclusione. Molte ricerche epidemiologiche suggeriscono che il rischio di malattia cardiovascolare (infarto, ictus) è aumentato nel LES. L'aterosclerosi, accumulo di lipidi (grassi) nei vasi arteriosi, è la causa principale della malattie cardiovascolari (CVD) e può essere considerata una malattia infiammatoria in cui il sistema immunitario svolge un ruolo importante. Combattere l’aterosclerosi vuol dire combattere quei fattori che la determinano. Tra questi, nei pazienti con lupus, troviamo oltre ai fattori di rischio tradizionali come l’ipertensione, il diabete, l'abitudine tabagistica nuovi fattori rischio (non tradizionali) legati al processo infiammatorio. Molti ricercatori sono impegnati nell'individuazione dei fattori di rischio non tradizionali e all’utilizzo di metodiche non invasive per poter identificare i pazienti a rischio di aterosclerosi ancor prima che essa compaia. Tra i lavori presentati all’EULAR citiamo quello condotto dai ricercatori di Stoccolma (Anania) i quali hanno studiato i livelli di alcuni anticorpi protettivi nei confronti dell’aterosclerosi: gli anticorpi naturali contro la fosforilcolina (anti-PC). I bassi livelli di anti-PC sembrerebbero essere più comuni nei pazienti affetti da LES rispetto ai controlli. Secondo gli autori gli anti-PC potrebbero essere nel LES un marker di rischio anche con un potenziale terapeutico. Il rischio di andare incontro ad una nuova trombosi nei pazienti con sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) è alta. Molti ricercatori stanno cercando di identificare le caratteristiche del paziente candidato al nuovo evento. Osservazioni sperimentali suggeriscono che le piastrine sono un attore importante nella patogenesi della trombosi. In un interessante studio del gruppo di C. Gavris, (Romania) è stata valutata la capacità di 2 molecole di attivazione piastrinica, la P selectina e sCD40L, di predire un nuovo evento trombotico nei pazienti APS. Tra queste due molecole solamente la P selectina si è dimostrata capace di predire una nuova trombosi. Anche se i risultati sono incoraggianti si tratta comunque di uno studio preliminare che necessita di ulteriori validazioni. Anche il nostro gruppo ha portato in questo ambito la propria esperienza. Nella sua relazione orale il prof G. Valesini ha mostrato i dati raccolti presso la nostra Lupus Clinic che mostrano come a maggior rischio di evento vascolare, siano quei soggetti che oltre alla positività per gli anticorpi antifosfolipidi, hanno simultaneamente altri fattori di rischio tradizionali come: l'ipertensione arteriosa, il sovrappeso e l'obesità, il fumo, il diabete mellito, l'ipercolesterolemia, l'ipertrigliceridemia, uso di estro progestinici, immobilità prolungata.

Inviato da Virginia Conti-mercoledì 04 agosto 2010 - 21:04:19
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La Lupus Clinic a Medicina 33
  Nella rubrica del 22/06/2010 su Rai2-Medicina 33 è andato in onda, a cura di Luciano Onder, un servizio sulla Lupus Clinic della Sapienza Università di Roma .

Il servizio contiene l'intervista al Prof. Valesini e al Responsabile della Lupus Clinic Dott. Conti, i quali hanno discusso in breve sulle caratteristiche della patologia e sulle misure messe in atto nella nostra struttura per la gestione appropriata dei pazienti con LES al fine di migliorarne ogni aspetto della qualità di vita.

Di seguito potrete trovare il link al sito della rai.

http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-9f02426b-75c0-4380-88bf-72df638339c3.html
dal quale poi, selezionando la puntata del 22/06/2010, potrete visionare il servizio.
Inviato da carlo-mercoledì 21 luglio 2010 - 15:49:56
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PhD - Dottorato di Ricerca
  Le Dottoresse Fulvia Ceccarelli e Francesca Romana Spinelli hanno conseguito in data 14 Luglio 2010 il Dottorato di Ricerca in Reumatologia Clinica e Sperimentale (il più alto grado di istruzione universitaria) presso la nostra cattedra di Reumatologia diretta dal Prof. Valesini.
La Dottoressa Ceccarelli ha discusso una tesi sul ruolo dei polimorfismi genetici nelle malattie autoimmuni e la Dottoressa Spinelli sul ruolo di ADMA nel determinare aterosclerosi nelle malattie immunomediate.

Da parte dell'equipe della Lupus Clinic sentite congratulazioni.
Inviato da carlo-mercoledì 21 luglio 2010 - 15:01:20
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IX Congresso Internazionale sul Lupus Eritematoso Sistemico a Vancouver -
  Si è concluso da poco il IX Congresso Internazionale sul Lupus Eritematoso Sistemico, che si è svolto a Vancouver in Canada dal 24 al 27 Giugno ultimo scorso.
Numerosi sono stati gli argomenti di discussione ed approfondimento di questo congresso che ha richiamato medici che si occupano in modo specifico di questa malattia
Sono stati presentati dati su nuovi geni recentemente associati alla malattia, quali ITGAM, importante nel coinvolgimento renale, STAT4 e MECP2/IRAK1.
Sono state inoltre presentate le nuove tecnologie per lo studio del DNA di pazienti affetti da LES. Ampio spazio è stato dato ai nuovi farmaci in fase di sperimentazione. Tra questi, ricordiamo il Belimumab, al quale trial di sperimentazione ha partecipato anche il nostri gruppo. Sono stati presentati i risultati ottenuti dopo 52 e 76 settimane di trattamento che hanno mostrato una riduzione dell’attività di malattia ed un buon profilo di sicurezza.
Altri farmaci in corso di sperimentazione sono l’Epratuzumab ed il Rontalizumab, che hanno presentato risultati iniziali incoraggianti.
Sono stati inoltre presentati i risultati relativi all’efficacia del Rituximab sul quale il nostro gruppo ha portato un contributo in un abstract dal titolo “Good safety profile of rituximab therapy in systemic lupus erythematosus: an observational study over a 5-year period” presentato dal Dott. Carlo Perricone.
Infine, si è discusso sugli strumenti di definizione della qualità della vita dei pazienti affetti da LES mediante l’utilizzo di questionari specifici. Anche in questo topic il nostro gruppo ha fornito il proprio contributo con una presentazione della Dott.ssa Fulvia Ceccarelli dal titolo “Quality of life in patients affected by systemic lupus erythematosus: correlation with disease activity and chronic damage indexes”.
Inviato da carlo-domenica 18 luglio 2010 - 20:40:26
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VII Congresso Internazionale sull’Autoimmunità – Un breve resoconto
  E’ appena terminato il VII Congresso Internazionale sull’Autoimmunità che si è svolto a Lubiana in Slovenia. Numerosi sono stati gli spunti di discussione ed approfondimento di questo evento che ha accolto 1600 medici e scienziati da oltre 100 nazioni. I contributi presentati sul LES e sulla sindrome da anticorpi antifosfolipidi hanno rappresentato la maggioranza delle comunicazioni ed hanno spaziato sulle più diverse tematiche comprendendo l’etiopatogenesi, la diagnostica, la clinica, la ricerca di laboratorio e le prospettive terapeutiche di entrambe le malattie. Fra i lavori più significativi sul LES citiamo: “A NOVEL TOLEROGENIC PEPTIDE, HCDR1, FOR THE SPECIFIC TREATMENT OF SYSTEMIC LUPUS ERYTHEMATOSUS” di E. Mozes del Weizmann Institute of Science, che ha discusso la scoperta di un nuovo peptide in grado di modulare la risposta immunitaria forse mediante un’interazione con l’interferon-gamma, che potrebbe aprire la strada a future strategie terapeutiche, soprattutto in quei pazienti con prevalente coinvolgimento neuropsichiatrico. Pavlovic e colleghi hanno invece trovato una possibile associazione molecolare fra il PARVOVIRUS B19 e il LES. Molto interesse ha riscosso il lavoro presentato da Putterman e colleghi che hanno identificato una molecola (Neutrophil gelatinase-associated lipocalin (NGAL) n.d.r.) come possibile marcatore di attività di malattia nella nefrite lupica. Il gruppo della Professoressa Afeltra del Campus di Roma ha presentato un lavoro sulla leptina, una molecola facente parte della famiglia delle adipochine, i cui livelli sarebbero alterati nei pazienti con LES nei quali concomita la presenza di sindrome metabolica ed altri fattori di rischio cardiovascolare. Fra gli studi sperimentali su modelli murini ricordiamo l’intervento del gruppo afferente all’Università di Tromso che poneva in evidenza la capacità dell’eparina di inibire la produzione di autoanticorpi in topi con la nefrite lupica. Diversi sono stai gli interventi che hanno esplorato il ruolo svolto dalle diverse sottopopolazioni leucocitarie (cellule B, cellule T, cellule NK, cellule dendritiche e così via) nei pazienti con LES, dimostrando come spesso vi è un’alterazione sia del numero che dell’attività che del fenotipo espresso da tali cellule. Fra gli interventi che hanno riscosso maggiore interesse, l’inglese del St Thomas' Hospital David Cruz ha portato un breve revisione della letteratura sui trial clinici in corso e presenti in letteratura nel LES. In particolare, la disquisizione verteva sulla recente pubblicazione del fallimento di un trial sul Rituximab nei pazienti affetti da LES, su come tale risultato possa essere stato influenzato da numerosi fattori non trovando corrispettivo nella restante letteratura su pazienti trattai off-label. Diversi peraltro sono stati i contributi che riportavano casistiche con ottimi risultati in pazienti affetti da LES e trattati con Rituximab. Inoltre, venivano discussi i promettenti risultati forniti dai trials sul Belimumab, un altro farmaco monoclonale alla sperimentazione del quale ha partecipato anche il nostro Centro. Sulla scia di una pubblicazione del gruppo di Yehuda Shoenfeld dello scorso anno, alcuni contributi hanno esplorato la capacità olfattoria nel pazienti con LES, confermando una riduzione di questa soprattutto nei pazienti con coinvolgimento neuropsichiatrico. Per quel che riguarda la sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS), si è vista anche in tal caso la partecipazione dei maggiori esperti internazionali in materia, fra i quali lo scopritore della Sindrome, Prof. Graham Hughes. Le comunicazioni di maggiore rilievo hanno riguardato tematiche inerenti alla terapia, ad esempio è stato ribadito il ruolo benefico svolto dall’idrossiclorochina nei pazienti con trombosi e delle immunoglobuline in quelle pazienti in gravidanza. La Professoressa Pierangeli, organizzatrice peraltro del Congresso appena conclusosi in Texas sull’APS a Galveston (APLAR 2010), ha presentato una nuova molecola di interesse nel trattamento della sindrome (recettore antagonista della componente C5a del complemento, n.d.r.), discutendone gli effetti in vitro ed in vivo. Sistema Complementare che ha avuto risonanza in quanto possibile marcatore utile nel monitoraggio della gravidanza in APS. Di grande interesse infine i lavori sullo studio della patogenesi della malattia, ed in particolare sui vari meccanismi d’azione degli anti-fosfolipidi (soprattutto degli anti-b2GPI) e sul ruolo potenziale di altri autoanticorpi, quali gli anti-vimentina. Il Prof. Sorice, responsabile del laboratorio di autoimmunità del nostro nosocomio, ha portato uno studio di collaborazione con il nostro gruppo dove veniva evidenziato il ruolo proprio di tali autoanticorpi in un sottogruppo di pazienti con trombosi ma senza la presenza dei classici anticorpi anti-fosfolipidi.
Inviato da carlo-mercoledì 19 maggio 2010 - 20:15:27
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